#SMARTCHI? Contro lo sfacelo del tessuto sociale.

Proprio mentre un’altra notizia dalla Silicon Valley mette in una cattiva luce il colosso che ha rivoluzionato il nostro modo di vedere il mondo digitale (e non), un libricino contro l’uso
spropositato e scriteriato che è lo strumento internet si sta facendo largo tra educatori, professionisti
del settore e genitori.

Si tratta di #SmartChi? di Giovanni Tommasini, uscito lo scorso 14 Gennaio e inserito tra le opere di saggistica di Gennaio 2019 consigliate dal Centro Studi Gruppo Abele.


Risale a qualche giorno fa la notizia di Alex Stamos, ex capo della sicurezza di Facebook dal 2015 al 2018, che da molte delle colpe delle falle di Facebook a Zuckerberg: «La verità è che c’è un po’ di cultura di Game of Thrones tra i dirigenti» spiega, sottolineando così la crudeltà dei piccoli e grandi
giochi di potere che hanno reso famosa la serie TV prodotta da HBO e che pare ritragga la realtà aziendale più fedelmente di quanto non ci si aspettasse «Uno dei problemi nell’avere un gruppo molto affiatato di persone che prendono decisioni è che poi è molto difficile ammettere di aver
sbagliato».

Dopo Russia Gate e la Cambridge Analytica, avvenuti proprio sotto la dirigenza di Stamos, si aggiunge questa dichiarazione a una carrellata di altri ex dirigenti che hanno parlato male
della gestione dell’azienda social.
In tutto ciò, mentre quindi il mondo virtuale dimostra (ancora una volta) di non essere quello che si pensa che sia, #SmartChi? inverte la rotta, si pone come uno strumento agile e potente per contrastare un uso senza riflessione di internet in particolare da parte di chi non ha ancora gli strumenti di interpretare il mondo, di distinguere il giusto dallo sbagliato.

I bambini.
«Papà, mi connetti?» è stata la domanda che ha portato Giovanni Tommasini a chiedersi “Come riconnettersi alla vita, a noi stessi, agli altri?”, il sottotitolo del saggio di appena 115 pagine.

Una domanda legittima, in particolare per chi si appresta a dare a un piccolo protetto quanto gli serve per vivere una vita dignitosa, nel rispetto del prossimo. Tommasini ha una lunga esperienza con problematiche sociali: inizialmente è impegnato come collaboratore con i consultori familiari di quartiere, in qualità di assistente domiciliare e dal 1994 è educatore nei centri diurni della Cooperativa Genova Integrazione, a marchio Anffas. Ora gestisce un blog dedicato alla “costruzione di una relazione d’aiuto”, tramite il quale si relaziona con docenti, scuole e famiglie, a cui propone seminari di approfondimento di ampia risonanza assieme all’autorevolezza di molti suoi libri.


E se l’ex vicepresidente di Facebook, Chamath Palihapitiya, è stato a dire «Abbiamo creato strumenti che stanno facendo a pezzi il tessuto sociale», è nostro dovere partire da chi il domani lo ha in mano: i più giovani e piccoli.

SmartChi? è disponibile in tutte le librerie d’Italia e sui maggiori stores online, come anche sull’eshop della casa editrice (LINK).

Vogliamo cambiare il nostro rapporto con la realtà e non ci riusciamo? Perché?

Sei convinzioni che non riusciamo a superare e condizionano ogni nostra volontà di crescita interiore.

 

Vogliamo cambiare il nostro rapporto con la realtà e non ci riusciamo. Perché?

Ti sei mai chiesto come mai pur volendo fortemente un cambiamento positivo del nostro rapporto con noi stessi e la realtà che viviamo ogni giorno, non ci siamo mai riusciti?

Cosa impedisce, nonostante tutto, un miglioramento del nostro rapporto con ciò che viviamo?

Come possiamo tornare ad essere e sentirci protagonisti delle nostre scelte, autori del nostro destino?

Ci sono in noi CONVINZIONI che hanno rappresentato la costruzione del nostro modo di vivere e tradurre la realtà.

Il bambino altro non fa che cercare accudimento e approvazione dagli adulti significativi per la propria sopravvivenza.

Fa suoi i modi di vivere la realtà. E ne fa convinzioni per poter essere accettato pienamente nell’ambiente che gli procura protezione, alimentazione e approvazione.

Per cui un riconoscimento positivo della propria esistenza.

Ci sono alcune convinzioni che rimangono nel profondo del nostro essere, proprio perché sono state “memorizzate” nell’infanzia e adolescenza, che CONDIZIONANO fortemente la produzione di ogni nostro pensiero.

Ma che non sono più “utili” al nostro essere ormai pienamente indipendenti, non avendo più la vitale necessità del bambino di “sopravvivere” nell’ambiente in cui si è in uno stato di totale soggezione.

Quali sono le CONVINZIONI, i messaggi fondanti la nostra personalità che non ci permettono di cambiare ed essere liberi di fare scelte personali adeguate alla realtà che stiamo vivendo.

Sentirci liberi, felici, sereni, positivi, e pienamente padroni di noi stessi nel rapporto con l’Altro più significativo per Noi?

Video tutorial “Le sei convinzioni che non permettono un vero cambiamento”.

Queste le sei convinzioni assimilate che bloccano ogni possibile libertà soggettiva e possibile crescita e cambiamento:

1: NON POSSO FIDARMI DI NESSUNO. (atteggiamento giudicante)

2: LE COSE NON DOVREBBERO ESSERE COME SONO. NON E’ GIUSTO! (posizione depressa. Tristezza. Vittimismo)

3: FAR TUTTO DA SOLI. (posizione narcisistica, onnipotente, rabbia)

4: CONTROLLARE TUTTO. (Ostilità verso l’Altro, atteggiamento paranoico).

5: E’ COLPA TUA. (visione duale della realtà. Causa/effetto. Visione persecutoria della realtà).

6: CRESCERE, CAMBIARE E’ INUTILE, TROPPO FATICOSO, NON NE VEDO DEI VANTAGGI. (Il vittimismo mi da tornaconti più vantaggiosi).

Viviamo una perenne indignazione.

Tutto ciò non è nella nostra natura, è stato assimilato da un Altro che ha mostrato questi modus vivendi.

Ma la logica profonda del giudizio e della colpa non permette di entrare in dialogo con noi stessi e l’Altro.

Siamo lontani e fuori dalla nostra AUTENTICITA’.

Il vero cambiamento allora sarà possibile con un vero e proprio atto di CORAGGIO.

Il lavoro di una vita. Liberarsi da tutto ciò che non permette il nostro libero pensare per diventare i veri padroni del nostro destino e mettere in comunicazione il nostro intelletto con il nostro cuore.

Entrando in un ottica di ARMONIA. Liberi e uguali nell’espressione delle reciproche originalità.

“E’ vero che non sei responsabile di ciò che sei, ma sei responsabile di quello che fai di ciò che sei”

Jean Paul Sartre



La realtà… Ve la ricordate?

C’era una volta la realtà.

Quella vissuta da noi genitori, nati nel secolo scorso.

Cresciuti e vissuti con un unico riferimento social.

L’Altro.

Da incontrare, vivere, e dal quale abbiamo imparato a guardare, ascoltare, parlare.

https://giovannitommasiniedizioni.blogspot.com/2019/01/smartchi-il-nuovo-libro-di-giovanni.html

In un movimento vitale fatto di presenza e assenza.

E pian piano abbiamo visto, sentito, vissuto e costruito, l’immagine di noi stessi che il contatto, la connessione, con la realtà, con il volto, lo sguardo, la voce, il sorriso, l’abbraccio, che l’Altro, ci rifletteva.

Vi ricordate la ricchezza del mondo senza rete con il quale abbiamo imparato a vivere?

In questo mondo fatto di Like, Touch, Post, Visualizzazioni, Youtubers, sembra arrivato il momento di restituire ai nostri figli, rapiti dalla rete, il ricordo di una avventura che non deve essere dimenticata.

Fatta di intimità, desiderio, riconoscimento reciproco delle proprie unicità, conquiste, fallimenti, limiti con i quali fare i conti, e un viaggio da sognare, immaginare, realizzare, in mezzo alla paura di un passato da non ripetere e la difficoltà del confronto con un futuro incerto da affrontare.

La netta differenza che passa tra vivere e sopravvivere.

#SMARTCHI? Come riconnettersi alla Vita, a Noi stessi, All’altro?

Nasce oggi il blog #SMARTCHI?. Per tutti coloro che si stanno chiedendo: come riconnettersi alla Vita, a Noi stessi, All’altro?

Iniziamo con un semplice test di autovalutazione.

Nel video la possibilità di riflettere sulla difficoltà a stare in relazione con i nostri figli.

Sette domande, invito alla riflessione.

La dipendenza da internet sarà la patologia con cui più dovremo fare i conti nel tempo che sarà.

Inizia oggi, con questo blog, un viaggio da fare assieme.

Per riprenderci la vita, noi stessi e l’altro.

Perché come diceva Jean Paul Sartre

“Non siamo responsabili di ciò che siamo, ma di ciò che facciamo di ciò che siamo”

Scrivimi che ne pensi.

Aiutami ad affrontare questo viaggio, più siamo, più lungo e interessante sarà il percorso da affrontare. giovannitommasini8@gmail.com